#BranniTalks: Coco & Nina
Oggi parliamo con Sara, la mamma di una piccola famiglia composta da due cani, Coco e Nina, e due gatti, Raspa e Ratón. Chi frequenta Instagram da un po' probabilmente la conosce: le sue foto sono inconfondibili.
Sara non si prende soltanto cura dei suoi animali ogni giorno, ma lavora anche con loro e con molti altri cani. In questa intervista racconta i suoi inizi come fotografa, come concilia la cura degli animali con la professione, qualche consiglio utile e il suo aneddoto preferito, nato durante un servizio con una splendida levriera.

Siete una famiglia numerosa: le presentazioni sono d'obbligo, uno per uno ;)
Ho la fortuna di condividere la vita con quattro amici a quattro zampe. Due cani, Coco e Nina, e due gattini, Raspa e Ratón.
Coco è quasi una persona: buono, pacioso e molto speciale. Poi c'è Nina, un incrocio di levriero; unica, sensibile, forte e bella. Raspa è la mia gattina, raccolta dalla strada quando era piccolissima: riconoscente, giocherellona e indipendente. L'ultimo arrivato è Ratón, un gattino dolcissimo, uno splendido micio arancione incontrato in un momento difficile: ci siamo salvati a vicenda. Gli sarò sempre grata.
Sono la mia famiglia, le mie muse e la mia ispirazione quotidiana.

Sara, sei un'ottima fotografa. Come e quando hai deciso di intraprendere questa professione?
I miei inizi nella fotografia sono stati molto difficili: ho costruito il mio percorso da autodidatta, passo dopo passo.
Porto la macchina fotografica con me da quando avevo 15 anni. Mi è sempre piaciuto fotografare. Ho iniziato un corso superiore di fotografia artistica, ma l'ho lasciato perché non mi sentivo motivata. Con il grande sostegno di mia madre e mio padre ho cominciato a organizzare servizi da sola, con amiche e conoscenti, partecipando a concorsi... Ho capito che era ciò che volevo fare a lungo. Mi sono convinta e ho proseguito senza guardarmi indietro.
È stato difficile, faticoso e bello in egual misura. Da più di 10 anni sognavo di vivere di fotografia: rischiare e riuscirci è stata la cosa migliore che abbia fatto nella vita.

Come riesci a conciliare la cura di cani e gatti con la tua vita personale?
La mia vita quotidiana ruota attorno ai miei animali, alla fotografia e a qualche momento per me. Loro sono la mia priorità e preferisco stare con loro piuttosto che con le persone. Chiamatemi pure asociale :)

Avrai fotografato cani di ogni razza, indole e taglia. C'è un aneddoto che vorresti raccontarci?
Ne avrei diversi... Ho fotografato cani di ogni tipo: timorosi, irruenti, tranquilli, obbedienti, nervosi e di età diverse.
Ricordo una levriera del rifugio, molto paurosa. Mi sono avvicinata al suo muso per farle un ritratto e mi ha dato una testata così forte da farmi finire a terra.

La fotografia di cani sta diventando sempre più popolare. Che consiglio daresti a chi si avvicina a questa professione?
Direi di provarci, ma prima di leggere molto e osservare tante fotografie. Credo che la fiducia in sé stessi, la motivazione e la costanza siano tre ingredienti importanti che mi hanno aiutato ad arrivare fin qui.

C'è un servizio fotografico particolarmente speciale per te? Quale?
I servizi più speciali sono quelli con i cani e i gatti del rifugio. Amo conoscerli, ascoltare le loro storie, ritrarli e provare quella sensazione così gratificante. Sapere che grazie alle foto trovano una casa dove ricevere le cure che meritano è meraviglioso.

Che consiglio daresti a chi vuole adottare per la prima volta? Com'è stata la tua esperienza?
Tutti i miei animali sono adottati. Consiglierei di informarsi e di essere sicuri della scelta prima di farlo.
Adottare una vita spesso non è semplice, ma è qualcosa di molto bello e necessario in questo Paese.
